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Una delle sfide più grandi per un grafico è sicuramente trovare la giusta applicazione per la gestione dei font. Sembra una cosa superficiale ma ti assicuro che trovare lo strumento giusto può cambiarti la vita.

Questa impresa può risultare lunga e complicata, io ci ho messo qualche anno prima di trovare l’applicazione perfetta [per me]. Infatti avere uno strumento che soddisfi tutte le tue esigenze non è facile.

Ce ne sono tantissimi e tutti hanno funzioni diverse: esistono quelli che gestiscono un limitato numero di font, quelli che mantengono attivi tutti i font che hai sul computer, quelli che non sono compatibili con i programmi che usi… Questi sono solo alcuni dei lati negativi in cui ti puoi imbattere con un font manager.

Come puoi immaginare mi trovo a gestire un’infinità di font [al momento ne ho 4495] e per ogni progetto vado a cercare sul web un nuovo font, come se non ce ne fosse neanche uno adatto nella mia immensa libreria [questa è una malattia di noi designer], quindi il numero di font cresce di progetto in progetto.

 

Cosa cerchi da un font manager?

Questa è la giusta domanda da porsi. Le funzioni più importanti che non dovrebbero mancare per una perfetta e veloce gestione dei font sono:

  • importazione dei font in modo veloce
  • suddivisione dei font in gruppi/cartelle
  • gestione dell’attivazionedisattivazione in modo semplice [averne troppi attivi rallenta la funzione del computer e dei programmi]
  • backup dei font
  • attivazione automatica dei font presenti nel documento per qualsiasi programma di grafica

Ora volete sapere quale programma utilizzo io? Non ancora! Vediamo nel dettaglio alcuni tra i programmi più usati per la gestione dei font e le loro principali funzioni.

 

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FontBase

È disponibile sia per Mac che per Windows ed è completamente gratuito. Ha un'interfaccia molto carina ed è facile da utilizzare, le sue funzioni sono:

  • attivazione di un font o dell'intera collezione con un solo clic
  • ricerca super veloce
  • utilizzo di qualsiasi carattere dalla libreria di Google
  • creazione e gestione delle raccolte

Volendo con 3 $ [circa 2,60 €] al mese è possibile passare alla versione ‘Awesome’ che ti permette di avere delle funzioni in più, tra cui l’attivazione automatica dei font con i programmi Adobe.

 

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FontExplorer X

Disponibile per Mac e per Windows, la sua principale caratteristica è che è pieno di plug-in di attivazione automatica per Adobe Creative Cloud. Tra le altre sue caratteristiche troviamo:

  • abilitazione / disabilitazione dei caratteri
  • cancellazione delle cache dei font di sistema
  • organizzazione dei caratteri tramite i set
  • anteprime personalizzabili
  • funzionalità di backup

Costa 89 € + 45 € per ogni upgrade [tranquilli il mese di prova è gratuito].

 

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Typeface 2

È un font manager leggero e veloce, disponibile solo per Mac con un costo è di 21,99 €. Le sue funzioni sono:

  • possibilità di sfogliare rapidamente la tua biblioteca
  • confronto dei caratteri di due diversi font
  • gestione dei tag per una migliore classificazione
  • utilizzo di qualsiasi carattere dalla libreria di Google

 

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Suitcase Fusion

Il costo è di 119,95 $ [circa 105,50 €] ed è disponibile per Mac, per Windows e per iOS. Risulta un po' più complesso degli altri, sicuramente però ha diverse funzioni interessanti tra cui:

  • abilitazione / disabilitazione dei caratteri
  • organizzazione dei font in set e cartelle
  • utilizzo di qualsiasi carattere dalla libreria di Google
  • plug-in di attivazione automatica
  • sincronizzazione cloud inclusa
  • facile gestione dei font da Adobe

 

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Font Picker

Disponibile sia per Mac che per Windows, è una vera e propria APP, facile da usare e poco costosa. Ovviamente le sue caratteristiche sono limitate, vediamole:

  • possibilità di sfogliare i caratteri installati sul tuo computer
  • salvataggio della tua lista di font
  • condivisione della tua lista di caratteri


Ora è il momento di svelarti qual è il mio font manager preferito…
Anzi no, prova a indovinare e scrivimi se hai ancora qualche curiosità sull’argomento!


Se questo tema ti interessa leggi anche il mio articolo sulla scelta dei font.

Buona progettazione!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Durante i corsi di formazione che tengo come docente, riscontro che uno dei fattori che spaventa maggiormente le persone che gestiscono un profilo Instagram è il tempo.

Non si scoraggiano quando si parla di buyer personas o di piano editoriale e nemmeno quando affrontiamo la parte relativa al design della pagina. Seguono con interesse ed attenzione quando spiego quanto valore abbia lavorare con una strategia per dare un'identità ed uniformità grafica alla gallery. Dell'importanza delle immagini che devono catturare il follower e far si che continui a seguirci [content is the king]. Ma la pubblicazione dei post, quella fase, proprio quella, li manda 'in botta'. Si, è davvero così: gestire la pubblicazione può diventare fonte di stress.

Non temere, ci pensa la tecnologia, grazie a una serie di strumenti che ti aiutano in maniera abbastanza semplice e talvolta automatizzata a gestire il tuo profilo.

Gestione e programmazione dei post: è ciò su cui ci concentreremo, analizzando alcune delle app maggiormente utilizzate e che vengono considerate tra le migliori per gestire più facilmente il proprio account.

 

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PLANOLY

Vantaggi

È disponibile per iOS, Android e anche per il web. Il punto forte della app è la visione globale, permettendo la pianificazione dei post in maniera visiva. In pratica simula la griglia di Instagram sulla quale carichiamo le immagini, le gif o i video che intendiamo condividere dando la possibilità di riposizionarli con il drag&drop. Tutte le fasi di lavoro possono essere gestite direttamente dalla piattaforma:

  • i post si possono programmare con le relative didascalie e visualizzare anche su un calendario
  • 
l'app consente di rispondere direttamente ai commenti

  • è possibile trovare contenuti di altri utenti, facendo una ricerca per username o per hashtag e ricondividere

  • ha uno strumento di analisi base che mostra il numero di like per ciascun post. In base al piano è anche possibile accedere ai dati dell’ultima settimana / mese / anno.
  • progetta una griglia di Instagram che può essere inviata via email ad altri per l’anteprima [ottimo se gestisci il profilo di un cliente che può così visualizzare i post prima della pubblicazione]
  • è possibile gestire più account
  • è possibile lavorare in team

Svantaggi

La versione gratuita ha alcune limitazioni:

  • si può gestire un solo account e non è possibile collaborare in team
  • si possono postare solo foto [no gif e no video]
  • la sezione di analytics è limitata all’ultimo mese

 

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UNUM

Vantaggi

Si tratta di un’applicazione molto utile per vedere in anteprima il risultato sul tuo profilo una volta caricate tutte le foto. Ti servirà per capire se stai rispettando la brand identity o se è necessario apportare delle modifiche.

Pianifica e organizza i post inviandoti un promemoria quando è il momento di postare. La versione gratuita permette di gestire un solo profilo, pianificando fino a 18 post. Oltre alla sua principale funzionalità di gestione del design del profilo, dà ai suoi utilizzatori anche la possibilità di editare le proprie foto, attraverso strumenti che consentono di ritagliare e regolarne la luminosità, la saturazione, le ombre e diversi altri strumenti indispensabili per apportare delle correzioni base. Offre anche una buona selezione di filtri.

Una volta inserite nella griglia le foto che vuoi pubblicare, potrai modificare la loro posizione in modalità drag&drop scambiandole tra loro in maniera facile e veloce tramite trascinamento e rilascio standard, finché non avrai trovato il layout che più ti soddisfa. Salva le didascalie e questo ti permetterà di postare più facilmente.

Puoi aggiungere tutti i diversi account Instagram che vuoi senza costi aggiuntivi [wow!]. Un’altra funzionalità è quella di analisi del profilo e dei post. Il dettaglio di l’analisi arriva non è paragonabile a quello dalle app specializzate, ma contribuisce a rendere l’app più completa e utile.

Svantaggi

Purtroppo l’app non è ancora del tutto stabile e scarica in fretta la batteria.

 

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LATER

Vantaggi

Later è un’applicazione gestibile sia da mobile sia tramite browser.

Ha un sistema piuttosto semplice per programmare e gestire i post su Instagram e il tuo visual content marketing. Ti accompagna in tutto il processo di pubblicazione, dalla ricerca delle immagini, alla loro organizzazione fino al reposting e alla pubblicazione, tramite la ricezione di una notifica nel momento prestabilito, per ricordarti di pubblicare il post.

È da poco partner certificato di Instagram e questo vuol dire che può pubblicare autonomamente i post programmati durante la stesura del piano editoriale. In questo modo potrai concentrarti sulla gestione delle interazioni con la community.

Ha un calendario di contenuti visivi intuitivo e facile da usare per pianificare i post in pochi minuti. Ti offre la possibilità di visualizzare l'anteprima del tuo feed: grazie a questa funzione di preview puoi ordinare e riorganizzare i tuoi post programmati, trovando il bilanciamento migliore e più accattivante per il tuo feed.

Presenta, inoltre, analytics interni che valutano la performance complessiva del profilo.

Svantaggi

È importante sapere che l’opzione di pubblicazione automatizzata è disponibile per i soli profili business.

 

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GRAMBLR

Vantaggi

Gramblr è un software semplice e di utilizzo immediato, che funziona. È gratuito.

L'applicazione, disponibile per Mac e Windows, ti consente di caricare immagini e video con molta facilità e di fare tutto ciò di cui il tuo account Instagram ha bisogno dal punto di vista della programmazione dei post. È possibile caricare le foto e fare tutta una serie di operazioni di editing su di esse: ritagliarle, scegliere il formato, applicare filtri, aggiungere la didascalia e gli hashtag perfino un certo numero di emojis. È anche possibile modificare delle pubblicazioni già programmate.

Svantaggi

Per programmare il caricamento di un post su Instagram il computer deve essere acceso e connesso ad internet nel momento della pubblicazione [non è richiesto invece che l’applicazione sia aperta]. Gli hashtag non funzionano bene, nella maggior parte dei casi vanno caricati in un secondo momento direttamente dalla stessa app per smartphone o da Instagram. Le immagini vanno preparate prima dell'upload e devono avere una specifica dimensione [640 x 640] altrimenti non potrai completare l’operazione.

 

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PREVIEW

In quanto a funzionalità questa app è molto simile ad UNUM con la principale differenza che è possibile programmare un numero infinito di post anche nella versione gratuita. Ha diverse opzioni e strumenti tuttavia risulta comunque semplice da usare. Tra le opzioni:

  • permette il repost
  • permette la creazione di un carosello
  • permette di caricare foto o video da app esterne come Google Drive o Dropbox

L’app fornisce dati di analisi utili e un valido supporto per la scelta degli hashtag.

 

Spero che le mie indicazioni ti siano state utili. Non ti resta che sperimentare e trovare l'applicazione più congeniale alle tue necessità.

Puoi scrivermi a tessa@peperosadesig.it se hai bisogno di maggiori dettagli o anche solo per un confronto!

 

 

 

 

 

 

 

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Da quando, nel lontano 2016, ho intrapreso il fantastico viaggio sul carro - trainato da unicorni costellati di glitter - delle Slide Queen con Elena Bobbola e Tessa Cerruti, alla regia, mi sono imbattuta in tutta una serie di tipologie di slide maker [produttori di slide n.d.r.]. E proprio di questi ti vorrei parlare.

 

Il report[ista]

Il reportista è colui che usa un software per fare slide per qualunque progetto gli capiti a tiro. Praticamente lui sostituisce le slide a qualsiasi altro strumento di comunicazione aziendale: eventi, meeting, conversazioni, gestionali per offerte economiche. Le slide gli infondono sicurezza e in qualunque situazione si porta appresso la sua scenografia o la spedisce via mail. 

Ma che tipo di 'presentazione' ha bisogno il reportista? Il reportista necessita di uno slidedoc.

Gli Slidedoc sono documenti visivi, sviluppati con software di presentazione, destinati a essere letti e discussi anziché proiettati. Contengono il giusto equilibrio tra i dettagli di un documento e l'emozione di una presentazione, combinando i punti di forza di entrambi e riducendo al minimo i punti deboli. 

Devono essere progettati come veri e propri libri, con uno sviluppo orizzontale, prevedendo un vero e proprio impianto editoriale. Il loro scopo è quello di essere letti e commentati ma non proiettati su un monitor, questo permette di avere una profondità di contenuto elevata, al fine di informare il destinatario. Sì, perché lo Slidedoc è uno strumento autoportante, che può vivere senza speaker, può essere inviato via mail e deve avere dentro di sé tutte le informazioni necessarie per essere letto e interpretato. 

La struttura migliore per questo tipo di documento, che deve facilitare la lettura e la ricerca dei dati all'interno del documento, è quella lineare e deve contenere:

  • l'indice all'inizio
  • la suddivisione in paragrafi 
  • i numeri di pagina
  • le didascalie a fianco delle foto.

Della presentazione mantiene la spinta verso l'obiettivo, infatti ogni slide deve includere un messaggio e tutti gli elementi inseriti servono a rafforzare quel contenuto e la facilità di navigazione.

 

Il markettaro

Si aggira tra le sale riunioni dell'azienda perché ama veicolare la sua idea: sicuro di cambiare il mondo. Desidera che il team a cui si rivolge sia immerso totalmente in questa missione, anima e core. I programmi per fare slide non hanno nessun segreto: ama i fondi colorati, le animazioni e le transizioni.

Il markettaro ha, come prima cosa, bisogno di una struttura adatta a essere presentata a gruppi piccoli, quelli che si possono trovare in una sala riunioni [cinque/dieci persone, per intenderci]. La struttura a piramide è quella che risulta più adatta a questo tipo di comunicazione: diretta e immediata. Si parte subito con la soluzione al problema [quello che noi Slide Queen chiamiamo il cuore del messaggio]: è il motivo per cui ci si è riuniti e, soprattutto, è ciò che interessa al top management per poi scendere nel dettaglio e spacchettare il contenuto nei vari ambiti di competenza.

Dal punto di vista del visual, l'unico consiglio che mi sento di dare in questo caso è: usa gli spazi bianchi. Il bianco è un alleato e, detto tra noi, è pure un colore! Alleggerisci le slide, spesso hanno troppi contenuti che non 'danno nulla di più al pubblico', soprattutto se proiettati. Imposta invece un progetto arioso con degli approfondimenti da distribuire durante la riunione, nel caso in cui volessi fare un affondo su qualche tema particolare.

 

Il rocker

Il rocker è un vero e proprio animale da palco, le sue presentazioni sono vere e proprie performance a metà tra una pièce teatrale e una stand up comedy. Ama salire e restare sul palco. Ama tutto ciò che a noi, comuni mortali, terrorizza:

  • il pubblico
  • il microfono
  • il palco.

Per il rocker le slide sono una mera scenografia di supporto al suo discorso e, spesso, neppure le utilizza perché riesce a coinvolgere il pubblico sul suo speech grazie al magnetismo e alla sua grande tecnica da oratore.

Prima, erroneamente, ho dichiarato che non ha paura di affrontare la scena. Lo ammetto, non è sempre vero, però per lui l'adrenalina per la performance supera la paura. Che cosa si può dire a uno speaker di questa levatura? Beh, continua ad allenarti e prova, prova, prova per essere sempre più performante.

Se il visual della presentazione non è tra le sue preoccupazioni [buon per lui!], è necessario però che si concentri sulla 'big idea' del suo talk per far sì che il pubblico la accolga e la distribuisca all'esterno. Di fronte a una grande platea è importante che i contenuti siano comprensibili: insomma, più semplice è, meglio è!

Un altro aspetto di cui dovrà tenere conto sono i vincoli logistici: 

  • che tipo di talk desidera l'organizzatore dell'evento?
  • quali attrezzature mi mette a disposizione?
  • che tipologia di pubblico è previsto?
  • quanto tempo ho per il mio talk? 
  • sono previste delle domande? A inizio o alla fine?

Una sorta di checklist a cui ogni volta bisogna attenersi dicendo un semplice: celo/manca, celo/manca e se manca m'informo con l'organizzatore dell'evento, recupero l'informazione e riprendo: celo/manca, celo/manca.

     

Di questo e di tanto altro parleremo con l'altra Slide Queen, Elena Bobbola, al corso su Slide e presentazioni che funzionano del Digital Update. Ti aspettiamo in aula l'8 maggio a Bologna e ti faccio un regalino: un meraviglioso codice sconto #mimandapepe, digitandolo al momento del pagamento ti toglie subito subito 30,00 euro. 

     

Thanks to Christian Chen

 

 

 


 

 

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