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Da quando, nel lontano 2016, ho intrapreso il fantastico viaggio sul carro - trainato da unicorni costellati di glitter - delle Slide Queen con Elena Bobbola e Tessa Cerruti, alla regia, mi sono imbattuta in tutta una serie di tipologie di slide maker [produttori di slide n.d.r.]. E proprio di questi ti vorrei parlare.

 

Il report[ista]

Il reportista è colui che usa un software per fare slide per qualunque progetto gli capiti a tiro. Praticamente lui sostituisce le slide a qualsiasi altro strumento di comunicazione aziendale: eventi, meeting, conversazioni, gestionali per offerte economiche. Le slide gli infondono sicurezza e in qualunque situazione si porta appresso la sua scenografia o la spedisce via mail. 

Ma che tipo di 'presentazione' ha bisogno il reportista? Il reportista necessita di uno slidedoc.

Gli Slidedoc sono documenti visivi, sviluppati con software di presentazione, destinati a essere letti e discussi anziché proiettati. Contengono il giusto equilibrio tra i dettagli di un documento e l'emozione di una presentazione, combinando i punti di forza di entrambi e riducendo al minimo i punti deboli. 

Devono essere progettati come veri e propri libri, con uno sviluppo orizzontale, prevedendo un vero e proprio impianto editoriale. Il loro scopo è quello di essere letti e commentati ma non proiettati su un monitor, questo permette di avere una profondità di contenuto elevata, al fine di informare il destinatario. Sì, perché lo Slidedoc è uno strumento autoportante, che può vivere senza speaker, può essere inviato via mail e deve avere dentro di sé tutte le informazioni necessarie per essere letto e interpretato. 

La struttura migliore per questo tipo di documento, che deve facilitare la lettura e la ricerca dei dati all'interno del documento, è quella lineare e deve contenere:

  • l'indice all'inizio
  • la suddivisione in paragrafi 
  • i numeri di pagina
  • le didascalie a fianco delle foto.

Della presentazione mantiene la spinta verso l'obiettivo, infatti ogni slide deve includere un messaggio e tutti gli elementi inseriti servono a rafforzare quel contenuto e la facilità di navigazione.

 

Il markettaro

Si aggira tra le sale riunioni dell'azienda perché ama veicolare la sua idea: sicuro di cambiare il mondo. Desidera che il team a cui si rivolge sia immerso totalmente in questa missione, anima e core. I programmi per fare slide non hanno nessun segreto: ama i fondi colorati, le animazioni e le transizioni.

Il markettaro ha, come prima cosa, bisogno di una struttura adatta a essere presentata a gruppi piccoli, quelli che si possono trovare in una sala riunioni [cinque/dieci persone, per intenderci]. La struttura a piramide è quella che risulta più adatta a questo tipo di comunicazione: diretta e immediata. Si parte subito con la soluzione al problema [quello che noi Slide Queen chiamiamo il cuore del messaggio]: è il motivo per cui ci si è riuniti e, soprattutto, è ciò che interessa al top management per poi scendere nel dettaglio e spacchettare il contenuto nei vari ambiti di competenza.

Dal punto di vista del visual, l'unico consiglio che mi sento di dare in questo caso è: usa gli spazi bianchi. Il bianco è un alleato e, detto tra noi, è pure un colore! Alleggerisci le slide, spesso hanno troppi contenuti che non 'danno nulla di più al pubblico', soprattutto se proiettati. Imposta invece un progetto arioso con degli approfondimenti da distribuire durante la riunione, nel caso in cui volessi fare un affondo su qualche tema particolare.

 

Il rocker

Il rocker è un vero e proprio animale da palco, le sue presentazioni sono vere e proprie performance a metà tra una pièce teatrale e una stand up comedy. Ama salire e restare sul palco. Ama tutto ciò che a noi, comuni mortali, terrorizza:

  • il pubblico
  • il microfono
  • il palco.

Per il rocker le slide sono una mera scenografia di supporto al suo discorso e, spesso, neppure le utilizza perché riesce a coinvolgere il pubblico sul suo speech grazie al magnetismo e alla sua grande tecnica da oratore.

Prima, erroneamente, ho dichiarato che non ha paura di affrontare la scena. Lo ammetto, non è sempre vero, però per lui l'adrenalina per la performance supera la paura. Che cosa si può dire a uno speaker di questa levatura? Beh, continua ad allenarti e prova, prova, prova per essere sempre più performante.

Se il visual della presentazione non è tra le sue preoccupazioni [buon per lui!], è necessario però che si concentri sulla 'big idea' del suo talk per far sì che il pubblico la accolga e la distribuisca all'esterno. Di fronte a una grande platea è importante che i contenuti siano comprensibili: insomma, più semplice è, meglio è!

Un altro aspetto di cui dovrà tenere conto sono i vincoli logistici: 

  • che tipo di talk desidera l'organizzatore dell'evento?
  • quali attrezzature mi mette a disposizione?
  • che tipologia di pubblico è previsto?
  • quanto tempo ho per il mio talk? 
  • sono previste delle domande? A inizio o alla fine?

Una sorta di checklist a cui ogni volta bisogna attenersi dicendo un semplice: celo/manca, celo/manca e se manca m'informo con l'organizzatore dell'evento, recupero l'informazione e riprendo: celo/manca, celo/manca.

     

Di questo e di tanto altro parleremo con l'altra Slide Queen, Elena Bobbola, al corso su Slide e presentazioni che funzionano del Digital Update. Ti aspettiamo in aula l'8 maggio a Bologna e ti faccio un regalino: un meraviglioso codice sconto #mimandapepe, digitandolo al momento del pagamento ti toglie subito subito 30,00 euro. 

     

Thanks to Christian Chen

 

 

 


 

 

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Da quando, nel lontano 2016, ho intrapreso il fantastico viaggio sul carro - trainato da unicorni costellati di glitter - delle Slide Queen con Elena Bobbola e Tessa Cerruti, alla regia, mi sono imbattuta in tutta una serie di tipologie di slide maker [produttori di slide n.d.r.]. E proprio di questi ti vorrei parlare.

 

Il report[ista]

Il reportista è colui che usa un software per fare slide per qualunque progetto gli capiti a tiro. Praticamente lui sostituisce le slide a qualsiasi altro strumento di comunicazione aziendale: eventi, meeting, conversazioni, gestionali per offerte economiche. Le slide gli infondono sicurezza e in qualunque situazione si porta appresso la sua scenografia o la spedisce via mail. 

Ma che tipo di 'presentazione' ha bisogno il reportista? Il reportista necessita di uno slidedoc.

Gli Slidedoc sono documenti visivi, sviluppati con software di presentazione, destinati a essere letti e discussi anziché proiettati. Contengono il giusto equilibrio tra i dettagli di un documento e l'emozione di una presentazione, combinando i punti di forza di entrambi e riducendo al minimo i punti deboli. 

Devono essere progettati come veri e propri libri, con uno sviluppo orizzontale, prevedendo un vero e proprio impianto editoriale. Il loro scopo è quello di essere letti e commentati ma non proiettati su un monitor, questo permette di avere una profondità di contenuto elevata, al fine di informare il destinatario. Sì, perché lo Slidedoc è uno strumento autoportante, che può vivere senza speaker, può essere inviato via mail e deve avere dentro di sé tutte le informazioni necessarie per essere letto e interpretato. 

La struttura migliore per questo tipo di documento, che deve facilitare la lettura e la ricerca dei dati all'interno del documento, è quella lineare e deve contenere:

  • l'indice all'inizio
  • la suddivisione in paragrafi 
  • i numeri di pagina
  • le didascalie a fianco delle foto.

Della presentazione mantiene la spinta verso l'obiettivo, infatti ogni slide deve includere un messaggio e tutti gli elementi inseriti servono a rafforzare quel contenuto e la facilità di navigazione.

 

Il markettaro

Si aggira tra le sale riunioni dell'azienda perché ama veicolare la sua idea: sicuro di cambiare il mondo. Desidera che il team a cui si rivolge sia immerso totalmente in questa missione, anima e core. I programmi per fare slide non hanno nessun segreto: ama i fondi colorati, le animazioni e le transizioni.

Il markettaro ha, come prima cosa, bisogno di una struttura adatta a essere presentata a gruppi piccoli, quelli che si possono trovare in una sala riunioni [cinque/dieci persone, per intenderci]. La struttura a piramide è quella che risulta più adatta a questo tipo di comunicazione: diretta e immediata. Si parte subito con la soluzione al problema [quello che noi Slide Queen chiamiamo il cuore del messaggio]: è il motivo per cui ci si è riuniti e, soprattutto, è ciò che interessa al top management per poi scendere nel dettaglio e spacchettare il contenuto nei vari ambiti di competenza.

Dal punto di vista del visual, l'unico consiglio che mi sento di dare in questo caso è: usa gli spazi bianchi. Il bianco è un alleato e, detto tra noi, è pure un colore! Alleggerisci le slide, spesso hanno troppi contenuti che non 'danno nulla di più al pubblico', soprattutto se proiettati. Imposta invece un progetto arioso con degli approfondimenti da distribuire durante la riunione, nel caso in cui volessi fare un affondo su qualche tema particolare.

 

Il rocker

Il rocker è un vero e proprio animale da palco, le sue presentazioni sono vere e proprie performance a metà tra una pièce teatrale e una stand up comedy. Ama salire e restare sul palco. Ama tutto ciò che a noi, comuni mortali, terrorizza:

  • il pubblico
  • il microfono
  • il palco.

Per il rocker le slide sono una mera scenografia di supporto al suo discorso e, spesso, neppure le utilizza perché riesce a coinvolgere il pubblico sul suo speech grazie al magnetismo e alla sua grande tecnica da oratore.

Prima, erroneamente, ho dichiarato che non ha paura di affrontare la scena. Lo ammetto, non è sempre vero, però per lui l'adrenalina per la performance supera la paura. Che cosa si può dire a uno speaker di questa levatura? Beh, continua ad allenarti e prova, prova, prova per essere sempre più performante.

Se il visual della presentazione non è tra le sue preoccupazioni [buon per lui!], è necessario però che si concentri sulla 'big idea' del suo talk per far sì che il pubblico la accolga e la distribuisca all'esterno. Di fronte a una grande platea è importante che i contenuti siano comprensibili: insomma, più semplice è, meglio è!

Un altro aspetto di cui dovrà tenere conto sono i vincoli logistici: 

  • che tipo di talk desidera l'organizzatore dell'evento?
  • quali attrezzature mi mette a disposizione?
  • che tipologia di pubblico è previsto?
  • quanto tempo ho per il mio talk? 
  • sono previste delle domande? A inizio o alla fine?

Una sorta di checklist a cui ogni volta bisogna attenersi dicendo un semplice: celo/manca, celo/manca e se manca m'informo con l'organizzatore dell'evento, recupero l'informazione e riprendo: celo/manca, celo/manca.

     

Di questo e di tanto altro parleremo con l'altra Slide Queen, Elena Bobbola, al corso su Slide e presentazioni che funzionano del Digital Update. Ti aspettiamo in aula l'8 maggio a Bologna e ti faccio un regalino: un meraviglioso codice sconto #mimandapepe, digitandolo al momento del pagamento ti toglie subito subito 30,00 euro. 

     

Thanks to Christian Chen

 

 

 


 

 

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