In un post di qualche tempo fa (lo trovate più sotto) Marie Louise Denti ha raccontato com'è andata la prima edizione dei Tè speziati all'arancia. Del successo di questa formula di pillole formative con “coccole” a base di tè e biscottini che infatti ritorna per l'autunno più carica che mai.

In questi mesi abbiamo avuto alcuni feedback e ci piace segnalarvene uno che ci sembra significativo.
Così ci ha scritto una delle partecipanti, M.C.:

“Ciao, volevo solo dirvi che questa estate sono partita per l'Inghilterra, ho fatto un mese di lavoro in un posto da sogno e ora mi hanno chiesto di rinnovare il contratto. Sono alla mia scrivania e sto compilando il mio e-mindset plan, il piano che mi avete fatto conoscere e che è diventato per me uno strumento indispensabile quando voglio cercare di fare chiarezza sui progetti per la mia vita professionale. Perché le cose sono cambiate (cambiano di continuo!) e riflettere su tutti i punti del piano, dagli obiettivi a breve e a lungo termine alle azioni da compiere, così come sulla 'rete di sicurezza' nel caso in cui le cose non vadano come previsto, mi aiuta a capire se sto procedendo nella direzione giusta. Grazie ancora di tutto e... vi penso!”.

Ecco, inutile dirvi che siamo tremendamente orgogliose del fatto che M.C. trovi utile quello che le abbiamo trasmesso. E abbiamo iniziato a riflettere proprio sui concetti di utilità e di efficacia dell'insegnamento.

Intanto iniziamo svelando una bufala clamorosa. Sicuramente qualcuno di noi, nella vita, si è imbattuto in questa classifica:

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Ehi, è su Wikipedia, quindi sarà vera. Ci dispiace ma il professor William Glasser non ha mai scritto niente di simile e nemmeno tutti gli altri ricercatori a cui, di volta in volta, questi assunti sono stati attribuiti. Qua trovate tutta l'interessante storia di questo debunking.

Quello che invece sappiamo è che l'apprendimento e la memoria variano in base a moltissimi parametri, tant'è che gli studiosi continuano a studiarli senza sosta per capire sempre meglio come funzionano.

Uno dei primi psicologi ad essersi dedicato all'argomento è stato Hermann Ebbinghaus, vissuto nella seconda metà dell'Ottocento e le cui scoperte, pur con qualche adeguamento, sono valide ancora oggi. Se la cosa vi interessa, potreste spararvi anche tutte le lezioni andate in onda su Rai Nettuno Sat...

Si deve però allo psicologo americano Edward L. Thorndike la formulazione di una serie di “leggi dell’apprendimento” valide per qualunque materia. Sebbene queste “norme” non siano così assolute come quelle della fisica, offrono un’importante contributo alla comprensione degli elementi che costituiscono un insegnamento efficace. Eccole qua in breve:

  1. La legge della motivazione stabilisce che se si è pronti ad imparare e si ha una forte determinazione, obiettivi chiari e ben fondate ragioni per imparare, i progressi saranno migliori che in mancanza di tutto ciò. La motivazione implica la concentrazione.

  2. La legge dell’esercizio afferma che le cose ripetute più spesso sono ricordate meglio (o meglio eseguite). Ciò sta alla base dell’addestramento e della pratica.

  3. La legge dell’effetto si riferisce alle reazioni emotive di chi apprende: l’apprendimento viene rinforzato quando è accompagnato da sensazioni piacevoli o soddisfacenti; l’apprendimento si indebolisce quando è associato a sensazioni spiacevoli o frustranti.

  4. La legge della priorità stabilisce che le cose imparate per prime creano spesso un’impressione forte e quasi incancellabile. Questo significa che le cattive abitudini apprese precocemente sono dure a morire: bisogna quindi insistere nel correggersi fin dall’inizio (e continuare a farlo sempre).

  5. La legge dell’intensità afferma che da un’esperienza vivida, drammatica, eccitante o coinvolgente si impara più che da una routine di esercizi noiosi. Una conseguenza di questa legge è si apprende di più dalla “cosa reale” che da una sua simulazione.

  6. La legge della prossimità afferma che si ricordano meglio le cose imparate più di recente.

Insomma, si tratta della sistematizzazione di qualcosa che più o meno tutti abbiamo sperimentato. Per intenderci, se trovo una soluzione a un problema che sto cercando di risolvere, mi sarà molto più facile impararla che non nel caso si tratti di qualcosa per cui non ho un reale interesse diretto. Quando pratico uno sport, ma mano che proseguo nell'allenamento le mie prestazioni miglioreranno. E così via.

I Tè speziati all'arancia, che prevedono un numero limitato di partecipanti, tutte donne, in un contesto piacevole e rilassato, dove si può interagire con calma con le insegnanti e con le altre iscritte, è un format che cerca di favorire le condizioni migliori per imparare. Forse questo è uno dei segreti per cui è piaciuto, amiamo pensare.

Infine, qualche consiglio pratico per stimolare la memoria:

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In un post di qualche tempo fa (lo trovate più sotto) Marie Louise Denti ha raccontato com'è andata la prima edizione dei Tè speziati all'arancia. Del successo di questa formula di pillole formative con “coccole” a base di tè e biscottini che infatti ritorna per l'autunno più carica che mai.

In questi mesi abbiamo avuto alcuni feedback e ci piace segnalarvene uno che ci sembra significativo.
Così ci ha scritto una delle partecipanti, M.C.:

“Ciao, volevo solo dirvi che questa estate sono partita per l'Inghilterra, ho fatto un mese di lavoro in un posto da sogno e ora mi hanno chiesto di rinnovare il contratto. Sono alla mia scrivania e sto compilando il mio e-mindset plan, il piano che mi avete fatto conoscere e che è diventato per me uno strumento indispensabile quando voglio cercare di fare chiarezza sui progetti per la mia vita professionale. Perché le cose sono cambiate (cambiano di continuo!) e riflettere su tutti i punti del piano, dagli obiettivi a breve e a lungo termine alle azioni da compiere, così come sulla 'rete di sicurezza' nel caso in cui le cose non vadano come previsto, mi aiuta a capire se sto procedendo nella direzione giusta. Grazie ancora di tutto e... vi penso!”.

Ecco, inutile dirvi che siamo tremendamente orgogliose del fatto che M.C. trovi utile quello che le abbiamo trasmesso. E abbiamo iniziato a riflettere proprio sui concetti di utilità e di efficacia dell'insegnamento.

Intanto iniziamo svelando una bufala clamorosa. Sicuramente qualcuno di noi, nella vita, si è imbattuto in questa classifica:

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Ehi, è su Wikipedia, quindi sarà vera. Ci dispiace ma il professor William Glasser non ha mai scritto niente di simile e nemmeno tutti gli altri ricercatori a cui, di volta in volta, questi assunti sono stati attribuiti. Qua trovate tutta l'interessante storia di questo debunking.

Quello che invece sappiamo è che l'apprendimento e la memoria variano in base a moltissimi parametri, tant'è che gli studiosi continuano a studiarli senza sosta per capire sempre meglio come funzionano.

Uno dei primi psicologi ad essersi dedicato all'argomento è stato Hermann Ebbinghaus, vissuto nella seconda metà dell'Ottocento e le cui scoperte, pur con qualche adeguamento, sono valide ancora oggi. Se la cosa vi interessa, potreste spararvi anche tutte le lezioni andate in onda su Rai Nettuno Sat...

Si deve però allo psicologo americano Edward L. Thorndike la formulazione di una serie di “leggi dell’apprendimento” valide per qualunque materia. Sebbene queste “norme” non siano così assolute come quelle della fisica, offrono un’importante contributo alla comprensione degli elementi che costituiscono un insegnamento efficace. Eccole qua in breve:

  1. La legge della motivazione stabilisce che se si è pronti ad imparare e si ha una forte determinazione, obiettivi chiari e ben fondate ragioni per imparare, i progressi saranno migliori che in mancanza di tutto ciò. La motivazione implica la concentrazione.

  2. La legge dell’esercizio afferma che le cose ripetute più spesso sono ricordate meglio (o meglio eseguite). Ciò sta alla base dell’addestramento e della pratica.

  3. La legge dell’effetto si riferisce alle reazioni emotive di chi apprende: l’apprendimento viene rinforzato quando è accompagnato da sensazioni piacevoli o soddisfacenti; l’apprendimento si indebolisce quando è associato a sensazioni spiacevoli o frustranti.

  4. La legge della priorità stabilisce che le cose imparate per prime creano spesso un’impressione forte e quasi incancellabile. Questo significa che le cattive abitudini apprese precocemente sono dure a morire: bisogna quindi insistere nel correggersi fin dall’inizio (e continuare a farlo sempre).

  5. La legge dell’intensità afferma che da un’esperienza vivida, drammatica, eccitante o coinvolgente si impara più che da una routine di esercizi noiosi. Una conseguenza di questa legge è si apprende di più dalla “cosa reale” che da una sua simulazione.

  6. La legge della prossimità afferma che si ricordano meglio le cose imparate più di recente.

Insomma, si tratta della sistematizzazione di qualcosa che più o meno tutti abbiamo sperimentato. Per intenderci, se trovo una soluzione a un problema che sto cercando di risolvere, mi sarà molto più facile impararla che non nel caso si tratti di qualcosa per cui non ho un reale interesse diretto. Quando pratico uno sport, ma mano che proseguo nell'allenamento le mie prestazioni miglioreranno. E così via.

I Tè speziati all'arancia, che prevedono un numero limitato di partecipanti, tutte donne, in un contesto piacevole e rilassato, dove si può interagire con calma con le insegnanti e con le altre iscritte, è un format che cerca di favorire le condizioni migliori per imparare. Forse questo è uno dei segreti per cui è piaciuto, amiamo pensare.

Infine, qualche consiglio pratico per stimolare la memoria:

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